Bsav n. 3/2000

 
Bollettino n. 3/2000
Tipografia Solares, Bormio 2000, pp. 383
 
 
Il numero è ancora disponibile al costo di euro 10,00

  Indice

 

Leopoldo Pozzi, Un gettone di conto da San Bartolomeo de Castelàz

Un gettone di conto ritrovato durante gli scavi archeologici a San Bartolomeo de Castelàz in Valdisotto propongono interrogativi circa l'uso, la datazione e su come e perché sia finito in quella chiesa. Leopoldo Pozzi cerca di dare risposte in tal senso.

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Remo Bracchi, Antichi giochi a Bormio

 

Gli antichi Statuti di Bormio contenevano disposizione in merito ai giochi proibiti. Remo Bracchi trae spunto per commentare l'elenco dei giochi e di offrire agli appassionati il consueto e affascinante percorso etimologico delle varie parole.

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Stefano Zazzi, Un artista parigino in Alta Valtellina

 

L'artista parigino Frédéric Bourgeois de Mercey soggiornò in Alta Valtellina durante la prima metà dell'Ottocento. Il suo resoconto, tradotto dal francese da Stefano Zazzi, ci mostra una valle in una fase critica, con palesi segni di povertà. La miseria è patita anche dalla magra vacca che pascola nei pressi di una baita in Valfurva. Il viso contratto degli alpigiani si rilassa soltanto quando il viaggiatore offre qualche spicciolo per un po' di latte.

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Ilario Silvestri, La franchigia di Livigno in un documento del 1857

 

La franchigia di Livigno ha origini molto lontane. Con l'avvento degli Stati moderni, l'extradoganalità viene sempre confermata con apposite disposizioni. Ilario Silvestri trascrive quelle adottate dal Regno Lombardo-Veneto nel 1857.

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Ilario Silvestri, Gli opifici del Contado di Bormio nel Medioevo

 

Ilario Silvestri enumera i mulini, i forni fusori e fucine, segherie e gualchiere di cui è testimoniata l'esistenza nei documenti archivistici trecenteschi, conservati negli archivi locali.

Dell'ampio ed esteso articolo, di oltre 100 pagine, qui sotto si offre in visualizzazione o download la prima parte.

 

Fortunat Sprecher von Bernegg, Pallas Rhaetica, traduzione dal tedesco a cura di Cecilia Giacomelli

 

Il Libro decimo del libro "Rhätische Chronik", ovvero Pallas Rhaetica di Fortunat Sprecher von Bernegg, riguardante il Contado di Bormio, la Valtellina e Chiavenna, nel testo aggiornato nel 1998 da Anton von Sprecher, viene proposto nella nuova traduzione dal tedesco curata da Cecilia Giacomelli.

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Gabriele Antonioli, Storie di emigrazione in Alta Valtellina

 

Gli emigranti di Grosio, Sondalo e Frontale sono i protagonisti di questo studio di Gabriele Antonioli, nel periodo che va dal 1500 a tutto il 1800, era in cui era comune recarsi in Veneto, in particolare a Venezia alla ricerca di lavoro. Gabriele chiarisce anche la leggenda valtellinese che vorrebbe l'arrivo a Grosio di schiave arabe, circasse o dalmate come dono di un certo doge veneziano come segno di riconoscenza.

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Marcello Canclini, Al gèrlo e altri manufatti a intreccio

 

Marcello Canclini propone un'indagine condotta in tutto il Bormiese per illustrare i tanti manufatti a intreccio (al gèrlo, al drèi, al vàn, la sisc'ta, al cavàgn, la sgòrba, la càgna, la nàsa...) e spiegarne la tecnica di realizzazione.

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Giacomo Rinaldi, Strumenti di trasporto a spalla e contenitori a intreccio nella tradizione grosina

 

Giacomo Rinaldi propone un articolo analogo a quello di Marcello Canclini, riguardante però la realtà grosina. È interessante analizzare il confronto, cogliere le convergenze e le differenze non solo della terminologia, ma anche dei manufatti e della tecnica.

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Carla Mottini, Tedeschismi nel dialetto di Livigno

 

Di Carla Mottini fa seguito un altro capitolo della sua tesi (v. Bsav n. 2/1999, riguardante i germanismi). È la volta ora di lemmi di origine tedesca.

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Emanuele Mambretti, La parabola del figliol prodigo nel dialetto di Livigno

 

Quattro versioni storiche della parabola del figliol prodigo e una moderna nel dialetto di Livigno vengono minuziosamente esaminate da Emanuele Mambretti che coglie così l'occasione per studiare anche le probabili modifiche lessicali e di pronuncia che hanno interessato Livigno nell'arco di quasi due secoli.

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Michele Prandi, L'esempio del verbo far nel dialetto di Bormio

 

Il verbo far significà sì 'fare', ma muta del tutto significato se seguito da un predicato o da una preposizione. Pertanto far su sarà pari a 'costruire', 'confezionare (un vestito)', 'macellare e insaccare il maiale'... Michele Prandi estende un caldo invito a tenere presente la grammatica nella compilazione di un dizionario dialettale e traccia le linee da seguire.

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Fausto Sebeni, A ricordo di Clemente Merlo, grande scienziato e glottologo amico della Valtellina

 

Fausto Sebeni raccoglie testimonianze che celebrano il valore scientifico e umano di Clemente Merlo, uno dei primi a indagare i dialetti della provincia di Sondrio.

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Recensioni e segnalazioni

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Centro Studi Storici Alta Valtellina,
28 ott 2010, 00:08
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